22-03-2007

National Art Center. Tokyo. Kisho Kurokawa. 2007

Kengo Kuma,

Auditorium, Ristoranti, Musei, Art Museum, SPA, Biblioteche, Art Center, Terme, Tower,

Vetro, Legno,

Nel frenetico quartiere di Roppongi, famoso per l'animata vita notturna, per il Roppongi Hills e per la Tokyo Tower, la costruzione del National Art Center (NACT) aggiunge un nuovo tassello alle attrazioni già presenti in questa parte della metropoli giapponese.



National Art Center. Tokyo. Kisho Kurokawa. 2007 Kisho Kurokawa, uno dei più illustri rappresentati dell'architettura giapponese contemporanea, ha infatti progettato il quinto museo d'arte nipponica, che in realtà è il più grande complesso museale della nazione.
I suoi 48mila metri quadri di superficie ospitano infatti sette enormi sale espositive, ognuna con una superficie di 2mila metri quadri, totalmente libere da pilastri e strutture di sostegno intermedie. Altri spazi accolgono un auditorium, una caffetteria, un ristorante, una biblioteca e un bookshop.
Il complesso è stato concepito per essere non un luogo chiuso, destinato allla conservazione delle opere, ma soprattutto uno spazio espositivo, sempre aperto al pubblico, anche con mostre temporanee. Altra particolarità del progetto, oltre alle dimensioni e all'ampiezza delle sale, è la grande facciata: un sussegirsi di onde trasparenti, realizzate con 6300 pannelli di vetro. Una soluzione, questa, che non solo rende estremamente piacevole la vista dell'edificio, ma regala agli ambienti interni, e soprattutto all'atrio, un'incredibile ondata di luce. La dinamicità della struttura, unita alla delicatezza del suo disegno, ne fa una delle architetture più rappresentative dell'opera di Kurokawa.
La leggerezza della struttura è determinata anche dalla scelta di materiali quali l'acciaio e il legno.
Inevitabile, quindi, la permeabilità tra esterno e interno, tra natura e storia, tra la frenetica vita della città e il silenzio di questo spazio museale. Uno scambio continuo, quindi, in cui si rispecchia la filosofia progettuale di Kisho Kurokawa, che fa della simbiosi uno dei tratti distintivi della sua architettura. Possiamo parlare infatti di "scambio", di "interrelazione" tra passato e presente, tra innovazione e tradizione, all'interno di una riflessione che è insieme filosofica e progettuale.
Costato circa 223 milioni di euro, il museo è stato realizzato tra il 2000 e il 2006 ma, secondo quanto dichiarato dal direttore Hideki Hayashi, i primi studi del progetto sono iniziati negli anni '70.
Il complesso è stato realizzato precisamente nei pressi della stazione ferroviaria di Nogizaka, in una zona del quartiere che si candida a diventare un punto di riferimento per l'arte, dato che qui si trova anche il Mori Art Museum (Richard Gluckman) e vi sta sorgendo l'Inau Suntory Museum of Art (Kengo Kuma). Si potrà parlare, quindi, di Art Triangle Roppongi.

Laura Della Badia

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